Enterocytozoon Hepatopenaei (EHP)
L'EHP è un parassita microsporidico dei gamberi penaeidi, Enterocytozoon hepatopenaei, che infetta le cellule epiteliali dei tubuli dell'epatopancreas. A differenza delle malattie virali acute, l'EHP non causa una mortalità drammatica; invece, danneggia progressivamente la ghiandola digestiva, riducendo l'assorbimento dei nutrienti e producendo una crescita lenta cronica, dimensioni molto variabili all'interno di una coorte e carapaci molli e sottili. I gamberi infetti si nutrono ma non convertono, quindi il rapporto di conversione del mangime si deteriora e i raccolti non raggiungono la dimensione di mercato nei tempi previsti. La soppressione della crescita dal 20 al 50 percento è comunemente riportata negli stagni colpiti. Il parassita si trasmette verticalmente tramite riproduttori infetti e orizzontalmente attraverso feci e cannibalismo, e le sue spore sono estremamente resistenti, sopravvivendo all'essiccazione e alla disinfezione standard degli stagni. Per gli allevatori, l'EHP è una malattia insidiosa che incide sulla redditività: il raccolto sembra vivo e si alimenta ma ha prestazioni economiche inferiori. Il controllo si concentra su seme certificato esente da patogeni specifici, rigoroso screening PCR dei riproduttori, evitando mangimi vivi freschi o non trattati che potrebbero trasportare spore, e completa essiccazione, calcinazione e disinfezione tra i cicli. Poiché non esiste un trattamento e le spore persistono, l'esclusione è l'unica strategia efficace, rendendo la biosicurezza a livello di avannotteria la prima linea di gestione dell'EHP.