Gestione delle catture accessorie e degli scarti

Le catture accessorie (bycatch) sono qualsiasi cattura diversa dalla specie bersaglio prevista, e gli scarti (discards) sono la porzione del pescato totale, bersaglio o accessorio, rigettata in mare morta o moribonda perché sottodimensionata, oltre la quota, o commercialmente priva di valore, rappresentando insieme una perdita globale documentata dell'ordine di diversi milioni di tonnellate all'anno che non contribuisce in alcun modo all'approvvigionamento alimentare o al reddito degli agricoltori. Gli strumenti di gestione affrontano il problema a livello di attrezzi, con dispositivi di esclusione delle tartarughe, pannelli di riduzione delle catture accessorie, ami circolari e regolamentazione delle maglie delle reti, ciascuno mirato a una specifica via di cattura accessoria, e a livello politico, con divieti di scarto (in particolare l'obbligo di sbarco dell'UE) che costringono le navi a sbarcare e contare il pescato che in precedenza avrebbero rigettato, rendendo visibile per la prima volta in molte attività di pesca la vera portata delle catture accessorie. I dati degli osservatori e del monitoraggio elettronico sono l'unico modo affidabile per quantificare i tassi di scarto, poiché i registri auto-dichiarati li sottostimano sistematicamente. Per le catene di approvvigionamento adiacenti all'acquacoltura, i sottoprodotti derivati dagli scarti (catture accessorie troppo piccole o di basso valore per la vendita diretta) sono un input riconosciuto, sebbene controverso, per la produzione di farina e olio di pesce, collegando direttamente la gestione delle catture accessorie della pesca selvatica alle credenziali di sostenibilità dei mangimi d'allevamento.

Gestione delle catture accessorie e degli scarti
Foto: Niels Johannes / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

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