Prove di Interlaboratorio (Laboratorio)
Le prove di interlaboratorio (proficiency testing) consistono nell'invio a un laboratorio di un campione di composizione nota (all'organizzatore del test, non al laboratorio) e nel confronto del risultato riportato dal laboratorio con il valore vero e con i risultati di altri laboratori partecipanti. Questo fornisce un controllo indipendente e verificato esternamente sull'accuratezza delle analisi quotidiane di un laboratorio, anziché affidarsi esclusivamente al controllo qualità interno del laboratorio per confermare la propria competenza. I laboratori accreditati sono generalmente tenuti a partecipare a prove di interlaboratorio per ciascun metodo all'interno del loro ambito di accreditamento con una frequenza definita. Un laboratorio che ottiene ripetutamente punteggi al di fuori dei limiti accettabili per un analita specifico deve affrontare azioni correttive obbligatorie e, se non risolte, la sospensione dell'accreditamento per quel test specifico. Questo rende le prove di interlaboratorio uno dei pochi meccanismi in grado di rilevare un errore di misurazione sistematico che i controlli interni del laboratorio potrebbero non rivelare. Per un'azienda agricola o un esportatore che sceglie un laboratorio diagnostico o per l'analisi dei residui, una storia coerente di risultati soddisfacenti nelle prove di interlaboratorio per l'analita pertinente è un indicatore di competenza più significativo del solo stato di accreditamento, poiché l'accreditamento conferma l'esistenza di un sistema di gestione, mentre le prove di interlaboratorio confermano che il risultato effettivo della misurazione è affidabile. I risultati sono tipicamente espressi come z-score, che misura quante deviazioni standard il risultato di un laboratorio si discosta dal valore di riferimento assegnato, con punteggi oltre circa più o meno 2 o 3 che generalmente innescano un'indagine richiesta, indipendentemente dalla soglia esatta dello schema specifico.