Sviluppo di Vaccini Autogeni (Autovaccini)
Un vaccino autogeno, spesso chiamato autovaccino, è prodotto da un ceppo patogeno isolato direttamente da un focolaio di malattia specifico di una determinata azienda agricola o regione, inattivato e formulato in un vaccino utilizzato specificamente in quella stessa azienda agricola o in una popolazione locale definita, piuttosto che utilizzare un ceppo vaccinale commerciale generico che potrebbe non corrispondere strettamente al ceppo patogeno specifico, a volte geneticamente distinto, circolante localmente che sta effettivamente causando la malattia in quella particolare azienda agricola. Questa corrispondenza con il ceppo locale può fornire una protezione più efficace rispetto a un vaccino commerciale generico quando il patogeno circolante localmente si è sufficientemente discostato dal ceppo contro cui un vaccino commerciale è stato originariamente sviluppato, tanto che la protezione crociata è incompleta, una preoccupazione documentata per diversi patogeni batterici dei pesci che mostrano una significativa variazione genetica e antigenica a livello di ceppo in diverse regioni di allevamento. Il trattamento normativo dei vaccini autogeni è generalmente distinto da, e spesso considerevolmente meno rigoroso rispetto a, il percorso completo di approvazione per i prodotti biologici veterinari commerciali richiesto per un vaccino destinato alla vendita e all'uso commerciale su larga scala in molte diverse aziende agricole e località. Ciò riflette un giudizio normativo secondo cui un vaccino prodotto da e utilizzato sulla stessa popolazione specifica e limitata comporta rischi e considerazioni di mercato diversi rispetto a un prodotto commercializzato e distribuito ampiamente, sebbene il quadro normativo specifico e i requisiti che regolano la produzione di vaccini autogeni varino considerevolmente tra le giurisdizioni. La produzione avviene tipicamente in un laboratorio specializzato che mantiene la capacità di isolare, caratterizzare e formulare un prodotto autogeno specifico per il patogeno in tempi più rapidi di quanto richiederebbe lo sviluppo completo di un vaccino commerciale, rendendo questo approccio particolarmente prezioso per affrontare un problema di malattia emergente o già localmente radicato, dove l'attesa che un vaccino commerciale corrispondente superi l'intero percorso di approvazione normativa standard richiederebbe un tempo considerevolmente più lungo di quanto le aziende agricole che affrontano un focolaio attivo e in corso possano tipicamente permettersi di aspettare.